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Legge e giustizia è un periodico di informazione giuridica
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i lanci di Legge e Giustizia riprenderanno 
martedì 15 settembre 2015
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Lancio del 21 luglio 2015

ISPIRAZIONE CORPORATIVA NELLE RIFORME DEL LAVORO - Poteri normativi ai sindacati.


 
UN LEGAME AFFETTIVO NON ESCLUDE IL DIRITTO A COMPENSO - Per faccende domestiche (Cassazione Sezione Lavoro n. 12433 del 16 giugno 2015, Pres. Vidiri, Rel. Venuti).


 
E' INAMMISSIBILE IL RICORSO PER CASSAZIONE CHE NON INVESTE UNO DEI MOTIVI DELLA DECISIONE - Sufficiente a sorreggerla (Cassazione Sezione Lavoro n. 13377 del 30 giugno 2015, Pres. Roselli, Rel. Ghinoy).


 
IL VINCOLO DELLA SUBORDINAZIONE NON HA FRA I SUOI TRATTI CARATTERISTICI INDEFETTIBILI LA PERMANENZA NEL TEMPO DELL'OBBLIGO DI TENERSI A DISPOSIZIONE - Secondo la giurisprudenza più recente (Cassazione Sezione Lavoro n. 13657 del 3 luglio 2015, Pres. Stile, Rel. Berrino).


 
L'INDENNITA' SPETTANTE IN CASO DI CONVERSIONE IN CONTRATTO A TEMPO INDETERMINATO NON COMPRENDE IL DOVUTO PER RICOSTRUZIONE DELLA CARRIERA - In base alla legge n. 183 del 2010 (Cassazione Sezione Lavoro n. 11730 del 5 giugno 2015, Pres. Curzio, Rel. Mancino).


 
IN CASO DI LICENZIAMENTO COLLETTIVO L'ACCORDO FRA IL DATORE DI LAVORO E I SINDACATI NON RENDE IRRILEVANTE IL RADICALE STRAVOLGIMENTO DELLA PROCEDURA - In base alla legge n. 223/1991 (Cassazione Sezione Lavoro n. 11917 del 9 giugno 2015, Pres. Vidiri, Rel. Maisano).


 
PRINCIPIO DI EGUAGLIANZA E NON DISCRIMINAZIONE NELLE ASSUNZIONI PRESSO LA CROCE ROSSA ITALIANA - Prima del decreto legislativo n. 178/2012 (Cassazione Sezione Lavoro n. 12117 dell'11 giugno 2015, Pres. Vidiri, Rel. Maisano).


 
LIMITE AL POTERE DISCIPLINARE NEL CONTRATTO COLLETTIVO DEGLI ALIMENTARISTI - Per evitare eccessive dilazioni nell'applicazione delle sanzioni (Cassazione Sezione Lavoro n. 12073 del 10 giugno 2015, Pres. Lamorgese, Rel. Venuti).


 
RIPETIBILITA' DEGLI IMPORTI EROGATI A TITOLO DI RISARCIMENTO DEL DANNO AL LAVORATORE LICENZIATO - In caso di mancata prestazione lavorativa (Cassazione Sezione Lavoro n. 12124 dell'11 giugno 2015, Pres. Macioce, Rel. Buffa).


 
IL FONDAMENTO GIUSTIFICATIVO DEL LICENZIAMENTO PER RIASSETTO ORGANIZZATIVO DELL'IMPRESA DEVE ESSERE COMUNQUE OGGETTIVAMENTE VERIFICABILE - Con onere della prova a carico del datore di lavoro (Cassazione Sezione Lavoro n. 12242 del 12 giugno 2015, Pres. Lamorgese, Rel. Ghinoy).


 
Lancio dell'8 luglio 2015

LA CASSAZIONE SOLLECITA INTERVENTI DEL PARLAMENTO E DEL GOVERNO - Per accelerare e snellire il processo penale.


 
PER GIUSTIFICARE IL LICENZIAMENTO, L'INADEMPIMENTO DEL LAVORATORE DEVE ESSERE GRAVE - Vanno considerate tutte le circostanze (Cassazione Sezione Lavoro n. 13158 del 25 giugno 2015, Pres. Lamorgese, Rel. Venuti).


 
L'OMESSA PREVENTIVA CONSULTAZIONE DEL COMITATO DI REDAZIONE COMPORTA L'INEFFICACIA DEL LICENZIAMENTO DEL GIORNALISTA - In base all'art. 34 CNLG (Cassazione Sezione Lavoro n. 13575 del 2 luglio 2015, Pres. Lamorgese, Rel. Venuti).


 
VALORE DELLA PERIZIA SVOLTA IN SEDE PENALE NEL GIUDIZIO CIVILE - Per il risarcimento dei danni (Cassazione Sezione Terza Civile n. 11851 del 9 giugno 2015, Pres. Segreto, Rel. Travaglino).


 
L'INDENNITA' DOVUTA NEI CASI DI CONVERSIONE NEL CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO NON COMPRENDE LE SPETTANZE PER RICOSTRUZIONE DI CARRIERA - In base all'art. 32 L. n. 183 del 2010 (Cassazione Sezione Sesta Civile ordinanza n. 11077 del 28 maggio 2015, Pres. Curzio, Rel. Mancino).


 
NEL GIUDIZIO PENALE IL CONTROLLO DI LEGITTIMITA' SI APPUNTA SULLA COERENZA STRUTTURALE DELLA DECISIONE - Sotto il profilo logico-argomentativo (Cassazione Sezione Quarta Penale n. 18073 del 29 aprile 2015, Pres. Brusco, Rel. Iannello).


 
IL GIUDICE DEVE TENER CONTO DI EVENTUALI PROFILI DISCRIMINATORI O RITORSIVI DEL COMPORTAMENTO DATORIALE - In base all'art. 3 Costituzione e ai principi della normativa comunitaria (Cassazione Sezione Lavoro n. 10834 del 26 maggio 2015, Pres. Roselli, Rel. Tria).


 
L'UNIFORME INTERPRETAZIONE DELLA LEGGE REALIZZA IL PRINCIPIO DI EGUAGLIANZA - E pone un argine al contenzioso (Cassazione Sezione Lavoro n. 10629 del 22 maggio 2015, Pres. Macioce, Rel. Amendola).


 
L'ESPOSIZIONE SOMMARIA DEI FATTI NEL RICORSO PER CASSAZIONE DEVE CONSENTIRE UNA CHIARA E COMPLETA COGNIZIONE DELLE CIRCOSTANZE CHE HANNO ORIGINATO LA CONTROVERSIA - E dell'oggetto dell'impugnazione (Cassazione Sezione Lavoro n. 12074 del 10 giugno 2015, Pres. Roselli, Rel. Lorito).


 
Lancio del 23 giugno 2015

IL POTERE ISTRUTTORIO DEL GIUDICE NON PUO' ESERCITARSI SULLA BASE DEL SUO SAPERE PRIVATO - Principio dispositivo (Cassazione Sezione Lavoro n. 12074 del 10 giugno 2015, Pres. Roselli, Rel. Lorito).


 
NEL GIUDIZIO DI CASSAZIONE PENALE E' LA DECISIONE AD ESSERE IMPUTATA - Precluso l'accesso agli atti tranne che nel caso di travisamento della prova (Cassazione Sezione Sesta Penale n. 22526 del 28 maggio 2015, Pres. Milo, Rel. Villoni).


 
FACEBOOK PUO' ESSERE VEICOLO DI DIFFAMAZIONE AGGRAVATA - Art. 595, 3° comma cod. proc. pen. (Cassazione Sezione Prima Penale n. 24431 dell'8 giugno 2015, Pres. Chieffi, Rel. Bonito).


 
IL DECRETO DI ARCHIVIAZIONE EMESSO DAL GIUDICE PENALE NON HA AUTORITA' DI COSA GIUDICATA - Nel giudizio disciplinare (Cassazione Sezione Lavoro n. 11056 del 28 maggio 2015, Pres. Stile, Rel. Tricomi).


 
LE INDENNITA' DI DISAGIO RIENTRANO NEL CONCETTO DI RETRIBUZIONE ORDINARIA AL FINE DELLA DETERMINAZIONE DEL DANNO DA LICENZIAMENTO - Art. 18 St. Lav. (Cassazione Sezione Lavoro n. 11691 del 5 giugno 2015, Pres. Roselli, Rel. Doronzo).


 
L'ILLEGITTIMITA' DI CONDOTTE MOBBIZZANTI CONDOTTE DALLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE NON E' ESCLUSA DA SUCCESSIVE INIZIATIVE PER LA TUTELA DEL DIPENDENTE - Ripartizione delle responsabilità (Cassazione Sezione Lavoro n. 11789 dell'8 giugno 2015, Pres. Macioce, Rel. D'Antonio).


 
LICENZIAMENTO DI UN LAVORATORE MAROCCHINO RIENTRATO DALLE FERIE CON RITARDO PER ESSERE STATO TRATTENUTO DALLA POLIZIA SPAGNOLA - Questione di prova (Cassazione Sezione Lavoro n. 11920 del 9 giugno 2015, Pres. Roselli, Rel. Ghinoy).


 
LETTERA A RENZI SULL'EMIGRAZIONE - Colpire i responsabili della grande fuga.


 
IL MAGISTRATO NON DEVE OFFENDERE L'ONORE ALTRUI - Illecito disciplinare (Cassazione Sezioni Unite Civili n. 10796 del 26 maggio 2015, Pres. Roselli, Rel. Bernabai).


 
L'AVVOCATO HA LA PIENA GESTIONE DELLA LITE - Anche se il cliente ha un certo bagaglio di conoscenze giuridiche (Cassazione Sezione Terza Civile n. 10527 del 22 maggio 2015, Pres. Russo, Rel. Cirillo).


 

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