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IL RIFIUTO, DA PARTE DI UN IMPIEGATO, DI INCONTRARE I DIRIGENTI DELLA SOCIETÀ DATRICE DI LAVORO PER L'ESAME DI QUESTIONI ORGANIZZATIVE PUÒ GIUSTIFICARE IL LICENZIAMENTO - In quanto notevole inadempimento (Cassazione Sezione Lavoro n. 11938 dell'8 giugno 2005, Pres. Mileo, Rel. Maiorano).


 
L'EFFICACIA DEL GIUDICATO PENALE NEI GIUDIZI CIVILI E AMMINISTRATIVI È LIMITATA AI SOGGETTI CHE HANNO PARTECIPATO AL PROCESSO PENALE - In base all'art. 654 cod. proc. pen. (Cassazione Sezione Terza Civile n. 11998 dell'8 giugno 2005, Pres. Fiduccia, Rel. Spirito).


 
IL GIUDIZIO ESPRESSO, COME TESTIMONE, DAL MEDICO CHE HA RILASCIATO IL CERTIFICATO NON È SUFFICIENTE A PROVARE LA MALATTIA DEL LAVORATORE - E' necessaria la consulenza tecnica (Cassazione Sezione Lavoro n. 11747 del 6 giugno 2005, Pres. Mercurio, Rel. D'Agostino).


 
QUANDO IL PROCEDIMENTO PER REPRESSIONE DEL COMPORTAMENTO ANTISINDACALE VENGA PROMOSSO MOLTO TEMPO DOPO L'EPISODIO DENUNCIATO, IL SINDACATO CHE AGISCE DEVE PROVARE LA PERSISTENZA DEGLI EFFETTI DELLA CONDOTTA ILLEGITTIMA DEL DATORE DI LAVORO - Per la sua portata intimidatoria o per la situazione di incertezza che ne consegue (Cassazione Sezione Lavoro n. 11741 del 6 giugno 2005, Pres. Mileo, Rel. Toffoli).


 
LA MAGGIORAZIONE DEL PERIODO DI ISCRIZIONE NELLE LISTE DI MOBILITÀ SPETTA AI LAVORATORI IMPIEGATI IN ZONE "SVANTAGGIATE" - Indipendentemente dalla sede dell'impresa (Cassazione Sezioni Unite Civili n. 11326 del 30 maggio 2005, Pres. Carbone, Rel. Coletti).


 
IL GIUSTIFICATO MOTIVO OGGETTIVO DI LICENZIAMENTO PUÒ CONFIGURARSI IN CASO DI STABILE RIASSETTO ORGANIZZATIVO - Il giudice deve limitarsi a controllare che la giustificazione non sia stata artificiosamente creata (Cassazione Sezione Lavoro n. 11409 del 30 maggio 2005, Pres. Ciciretti, Rel. Capitanio).


 
I PROVVEDIMENTI CON I QUALI LA REPUBBLICA ARGENTINA HA STABILITO LA MORATORIA DEL DEBITO PUBBLICO SONO SOTTRATTI ALLA GIURISDIZIONE DEL GIUDICE ITALIANO - Perché emessi nell'esercizio di poteri sovrani (Cassazione Sezioni Unite Civili n. 11225 del 27 maggio 2005, Pres. Carbone, Rel. Morelli).


 
LE ASSENZE PER MALATTIA CAUSATE DALL'ADIBIZIONE DEL LAVORATORE A MANSIONI NON COMPATIBILI CON LE SUE CONDIZIONI DI SALUTE NON POSSONO ESSERE INCLUSE NEL CALCOLO DEL COMPORTO - Si applica l'art. 2087 cod. civ. (Cassazione Sezione Lavoro n. 11092 del 26 maggio 2005, Pres. Mattone, Rel. Toffoli).


 
L'OBBLIGO DEL DATORE DI LAVORO DI CORRISPONDERE LA RETRIBUZIONE IN CASO DI MANCATA REINTEGRAZIONE DOPO L'ANNULLAMENTO DEL LICENZIAMENTO PERMANE ANCHE SE LA SENTENZA DI PRIMO GRADO VIENE RIFORMATA - In base all'art. 18 St. Lav. (Cassazione Sezione Lavoro n. 11091 del 26 maggio 2005, Pres. Mattone, Rel. Picone).


 
NEL PERIODO DEL PREAVVISO DI LICENZIAMENTO IL RAPPORTO DI LAVORO PROSEGUE SE NON INTERVIENE UN ACCORDO PER LA RISOLUZIONE IMMEDIATA DEL RAPPORTO - Il consenso può ravvisarsi anche nell'accettazione dell'indennità sostitutiva (Cassazione Sezione Lavoro n. 11089 del 26 maggio 2005, Pres. Sciarelli, Rel. Balletti).


 
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