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ANCHE IN CASO DI MANCATA PRODUZIONE, DA PARTE DEL LAVORATORE, DEL CONTRATTO COLLETTIVO APPLICABILE, IL GIUDICE PUÒ DETERMINARE IL PARAMETRO DA APPLICARE AI FINI DELLA DETERMINAZIONE DELLA RETRIBUZIONE ADEGUATA - In base all'art. 36 Cost. (Cassazione Sezione Lavoro n. 12271 del 10 giugno 2005, Pres. Mercurio, Rel. Filadoro).


 
L'ASSOCIAZIONE IN PARTECIPAZIONE SI DISTINGUE DAL RAPPORTO DI LAVORO SUBORDINATO PER IL DIRITTO DELL'ASSOCIATO AL RENDICONTO E PER LA SUA ESPOSIZIONE AL RISCHIO DI IMPRESA - La mancanza di questi elementi comporta la subordinazione (Cassazione Sezione Lavoro n. 12261 del 10 giugno 2005, Pres. Ciciretti, Rel. Cuoco).


 
IL LICENZIAMENTO PER CESSAZIONE DI APPALTO È ILLEGITTIMO SE L'AZIENDA NON PROVA DI NON POTERE REIMPIEGARE IN ALTRO SETTORE IL LAVORATORE LICENZIATO - In base all'art. 3 L. n. 604 del 1966 (Cassazione Sezione Lavoro n. 12136 del 9 giugno 2005, Pres. Mattone, Rel. Di Cerbo).


 
ANCHE NEL CASO DEL DIRIGENTE IL PREAVVISO HA EFFICACIA REALE - Ciò comporta la sua sospensione durante la malattia (Cassazione Sezione Lavoro n. 12134 del 9 giugno 2005, Pres. Senese, Rel. Mazzarella).


 
IL LICENZIAMENTO COMUNICATO VERBALMENTE DA UN DATORE DI LAVORO CON MENO DI SEDICI DIPENDENTI NON PRODUCE EFFETTO SULLA CONTINUITÀ DEL RAPPORTO DI LAVORO - Il lavoratore licenziato ha diritto al risarcimento dal danno (Cassazione Sezione Lavoro n. 11946 dell'8 giugno 2005, Pres. Mattone, Rel. Toffoli).


 
IL RIFIUTO, DA PARTE DI UN IMPIEGATO, DI INCONTRARE I DIRIGENTI DELLA SOCIETÀ DATRICE DI LAVORO PER L'ESAME DI QUESTIONI ORGANIZZATIVE PUÒ GIUSTIFICARE IL LICENZIAMENTO - In quanto notevole inadempimento (Cassazione Sezione Lavoro n. 11938 dell'8 giugno 2005, Pres. Mileo, Rel. Maiorano).


 
IL GIUDIZIO ESPRESSO, COME TESTIMONE, DAL MEDICO CHE HA RILASCIATO IL CERTIFICATO NON È SUFFICIENTE A PROVARE LA MALATTIA DEL LAVORATORE - E' necessaria la consulenza tecnica (Cassazione Sezione Lavoro n. 11747 del 6 giugno 2005, Pres. Mercurio, Rel. D'Agostino).


 
QUANDO IL PROCEDIMENTO PER REPRESSIONE DEL COMPORTAMENTO ANTISINDACALE VENGA PROMOSSO MOLTO TEMPO DOPO L'EPISODIO DENUNCIATO, IL SINDACATO CHE AGISCE DEVE PROVARE LA PERSISTENZA DEGLI EFFETTI DELLA CONDOTTA ILLEGITTIMA DEL DATORE DI LAVORO - Per la sua portata intimidatoria o per la situazione di incertezza che ne consegue (Cassazione Sezione Lavoro n. 11741 del 6 giugno 2005, Pres. Mileo, Rel. Toffoli).


 
IL GIUSTIFICATO MOTIVO OGGETTIVO DI LICENZIAMENTO PUÒ CONFIGURARSI IN CASO DI STABILE RIASSETTO ORGANIZZATIVO - Il giudice deve limitarsi a controllare che la giustificazione non sia stata artificiosamente creata (Cassazione Sezione Lavoro n. 11409 del 30 maggio 2005, Pres. Ciciretti, Rel. Capitanio).


 
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