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Pubblicato in : Lavoro, In flash Stampa E-mail

IL LICENZIAMENTO PER CESSAZIONE DI APPALTO È ILLEGITTIMO SE L'AZIENDA NON PROVA DI NON POTERE REIMPIEGARE IN ALTRO SETTORE IL LAVORATORE LICENZIATO - In base all'art. 3 L. n. 604 del 1966 (Cassazione Sezione Lavoro n. 12136 del 9 giugno 2005, Pres. Mattone, Rel. Di Cerbo).

Nel caso di licenziamento motivato con riferimento alla cessazione di un appalto, l'azienda non può limitarsi, per dimostrarne la legittimità, a provare che l'appalto è effettivamente venuto meno e che il lavoratore licenziato era addetto alle relative lavorazioni. In base all'art. 3 della legge n. 604 del 1966 essa è infatti tenuta a provare anche l'impossibilità di reimpiegare comunque il lavoratore licenziato nell'ambito dell'intera organizzazione aziendale. Questo onere probatorio non è escluso dall'applicabilità di norme collettive tese a garantire la rioccupazione del lavoratore presso l'impresa subentrante nell'appalto, in quanto la disciplina legislativa in tema di licenziamenti individuali ha carattere inderogabile.


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