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IL DIRIGENTE NON PUÒ ESSERE LICENZIATO IN TRONCO PER AVERE CRITICATO I VERTICI AZIENDALI - Se si è espresso correttamente (Cassazione Sezione Lavoro n. 775 del 17 gennaio 2005, Pres. Sciarelli, Rel. Lamorgese).

Non costituisce giusta causa di licenziamento del dirigente il fatto che egli abbia rivolto critiche ai vertici dell'azienda datrice di lavoro. Nel rapporto di lavoro subordinato, perché le critiche possano costituire una giusta causa di licenziamento occorre che esse travalichino i limiti della correttezza e che il comportamento del dipendente si traduca in un atto illecito, quale l'ingiuria o la diffamazione o comunque una condotta manifestamente riprovevole, così potendo riscontrarsi, sotto il profilo sia soggettivo che oggettivo, quella gravità necessaria e sufficiente a compromettere in modo irreparabile il vincolo fiduciario e tale da non consentire la prosecuzione anche provvisoria del rapporto.


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