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RESPONSABILITA' DI UN MINISTERO PER UN COMUNICATO STAMPA RETICENTE - L'omessa informazione sulla reale situazione di una società finanziaria ha danneggiato coloro che le avevano affidato i risparmi (Cassazione Sezioni Unite n. 7339 del 23 luglio 1998 Pres. La Torre, Rel. Triola).

 

Il 10 maggio del 1985 il Ministero dell'Industria emise un comunicato stampa rassicurante in merito ai risultati dei controlli eseguiti sulla situazione della S.p.A. Previdenza, succeduta alla S.p.A. Reno nell'attività di raccolta di fondi dei risparmiatori.

Nel comunicato si escludeva che fossero state accertate inadempienze nei confronti dei fiducianti. Ma pochi mesi dopo la S.p.A. Previdenza fu posta in liquidazione coatta amministrativa e i risparmiatori che le avevano affidato il loro denaro lo persero. Nel giudizio che ne è seguito - durato più di dieci anni - la Corte di Appello di Roma ha ritenuto, tra l'altro, che, omettendo di informare correttamente il pubblico sulla situazione della S.p.A. Previdenza, il Ministero dell'Industria abbia recato ai risparmiatori un danno ingiusto da risarcire.

Questa decisione è stata giudicata corretta, sul punto, dalla Suprema Corte (Sezioni Unite n. 7339 del 23 luglio 1998, Pres. La Torre, Rel. Triola), che ha ritenuto la configurabilità di una responsabilità civile della Pubblica Amministrazione per il contenuto del comunicato. Il Ministero dell'Industria - ha osservato la Corte - poteva informare o meno, mediante un comunicato-stampa, la generalità dei cittadini ed i fiducianti in particolare dei risultati della attività di controllo svolta con riferimento alla S.p.A. Previdenza, ma, una volta operata la scelta, non poteva tacere fatti rilevanti, come il divieto della Consob di amministrazione di servizi fiduciari e l'esistenza di un "eccessivo grado di rischio", mettendo in evidenza soltanto gli aspetti positivi (l'assenza di inadempimenti nei confronti dei fiducianti e di iniziative giudiziarie di questi ultimi).


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