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LA CONDANNA GENERICA AL RISARCIMENTO NON IMPLICA L'ACCERTAMENTO IN CONCRETO DEL DANNO - E' emessa in base a un giudizio di probabilità (Cassazione Sezione Terza Civile n. 48 del 7 gennaio 2004, Pres. Giuliano, Rel. Perconte Licatese).

La condanna generica al risarcimento dei danni, avendo il contenuto di una mera "declaratoria juris", postula soltanto l'accertamento di un fatto ritenuto dal giudice potenzialmente produttivo di conseguenze dannose alla stregua di un giudizio di probabilità, basato sull'id quod plerumque accidit, lasciando impregiudicato l'accertamento (riservato al giudice della liquidazione) dell'esistenza in concreto del danno, nonché della sua entità e dell'esistenza del nesso di causalità fra il danno e il fatto illecito. Non è certo escluso che talora, esorbitando dai suoi poteri, il giudice dell'an debeatur si spinga ad accertare altresì la sussistenza in concreto del danno e perfino il nesso causale tra il danno e l'illecito, così da lasciare irrisolte le sole questioni attinenti alla liquidazione del "quantum" dovuto a titolo risarcitorio. E' tuttavia necessario che un siffatto, più ampio ed anomalo oggetto d'indagine si colga agevolmente ed anzi espressamente dal tenore della motivazione e che questa quindi non lasci dubbi sulla reale estensione dell'accertamento in essa contenuto.


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