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AMMISSIBILITĄ DELLA DOMANDA DI ACCERTAMENTO DELLA PATERNITĄ NATURALE - Può essere dichiarata anche in base alle affermazioni della madre del minore, ove risulti una relazione con il presunto padre (Cassazione Sezione Lavoro n. 11032 dell'8 novembre 1997).

 

La signora T.S. ha chiesto al Tribunato di Milano la dichiarazione di ammissibilità dell'azione promossa contro il signor P.P. per sentire dichiarare la paternità naturale della di lei figlia minore P. Il Tribunale ha emesso il richiesto decreto in quanto ha ritenuto di poter escludere in sede sommaria la "manifesta infondatezza" della domanda, in base ad alcune circostanze di fatto, tra cui l'esistenza di una relazione fra T.S. e P.P. all'epoca del concepimento, e l'invio di vaglia telegrafici da parte dell'uomo alla donna dopo la nascita della bambina. La decisione è stata confermata dalla Corte d'Appello di Milano. La Suprema Corte (Sezione Prima Civile n. 11032 dell'8 novembre 1997) ha rigettato il ricorso straordinario proposto da P.P. in base all'art. 111 della Costituzione, ricordando che la pronuncia di ammissibilità dell'azione diretta alla dichiarazione di paternità naturale ben può essere fondata anche sulla sola affermazione della madre e sulla esistenza di un rapporto fra essa e il preteso padre all'epoca del concepimento, perché tali elementi - mentre non sono da soli idonei all'accoglimento della domanda - possono viceversa giustificare la dichiarazione di ammissibilità, per la quale è sufficiente il riscontro della "non manifesta infondatezza". La Corte ha anche ritenuto che i giudici di merito abbiano correttamente ritenuto l'esistenza di un interesse del minore all'azione pur non essendo risultati suoi rapporti con il preteso padre. L'accertamento di tale interesse - ha affermato la Corte - deve essere compiuto con riferimento preminente alle globali esigenze presenti e future di formazione e di arricchimento della personalità del minore e quindi ai benefici dell'ampliamento della sua sfera affettiva, sociale ed economica, che possono essere esclusi solo in base all'accertata condotta del presunto padre gravemente pregiudizievole per il figlio e tale da motivare la decadenza dalla potestà, ovvero in base alla provata esistenza di gravi e fondati rischi per gli equilibri affettivi e psicologici del minore.


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