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I DUE OBIETTIVI DELLE INIZIATIVE DI PROTESTA DECISE DALL'ASSOCIAZIONE NAZIONALE MAGISTRATI, DIFESA DELL'INDIPENDENZA, MIGLIORAMENTO DEL SERVIZIO GIUDIZIARIO IN TERMINI DI RAPIDITA' E DI EFFICACIA, SONO STRETTAMENTE CONNESSI - La lentezza della giustizia premia il furbo ed il potente.

Gli obiettivi indicati dal comitato direttivo centrale dell'Associazione Nazionale Magistrati per lo stato di agitazione e per lo sciopero del 6 giugno sono due: la difesa dell'autonomia e dell'indipendenza della magistratura; il miglioramento del servizio giudiziario in termini di rapidità e di efficacia, perché siano assicurate a tutti l'effettiva tutela dei diritti e l'eguaglianza davanti alla legge.

Autonomia ed indipendenza del giudice sono vanificate da una macchina giudiziaria lenta e inefficiente. La lentezza della giustizia premia il furbo e il potente, mentre il debole e l'onesto vengono spossati dall'attesa. Rapidità vuol dire anche trasparenza ed immediatezza del controllo. E' bene perciò che le due istanze vengano portate aventi simultaneamente, nell'interesse non solo della categoria, ma di tutti i cittadini.

Il programma del governo è diretto, mediante inammissibili interferenze dell'esecutivo nei meccanismi di carriera, a creare un ceto di magistrati sensibile alle sue esigenze. Se ciò dovesse avvenire si rischierebbe di avere una rapida ingiustizia. Ma se i magistrati non si impegneranno sino in fondo anche per ottenere la maggiore efficienza del servizio, il mantenimento dell'indipendenza non avrà per i cittadini i risultati che essi hanno il diritto di pretendere.

Pubblichiamo nella sezione Documenti la deliberazione adottata il 20 aprile 2002 dal comitato direttivo centrale dell'Associazione Nazionale Magistrati.


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