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LA DRAMMATICITA' DELLA SITUAZIONE CHE SI E' DETERMINATA PER LA MAGISTRATURA ITALIANA NON HA AVUTO ADEGUATO RILIEVO NELLA RELAZIONE ANNUALE DEL PROCURATORE GENERALE FAVARA - I temi del processo del lavoro e della giustizia telematica.

Nei libri di storia che saranno scritti fra qualche decennio l'immagine dei tempi che siamo vivendo sarà quella di un gruppo di potere che regola i suoi conti con la giustizia utilizzando la prevalenza in Parlamento per adattare alle proprie esigenze leggi ed istituzioni.

I padri della nostra Costituzione non immaginavano certo che, 60 anni dopo, la Carta da loro sottoscritta sarebbe stata imbracciata dai magistrati come bandiera in pubbliche manifestazioni, a difesa della loro autonomia.

Questi peculiari aspetti dell'attuale drammatica situazione non hanno avuto adeguato rilievo nella relazione del Procuratore Generale presso la Suprema Corte Francesco Favara sull'amministrazione della giustizia nel 2004. In proposito egli si è limitato ad affermare che "l'autonomia e l'indipendenza di cui gode, secondo la Costituzione, la magistratura, formata da giudici e pubblici ministeri, deve essere sempre rispettata, come ha più volte ribadito il Capo dello Stato". 

Il P.G. ha peraltro giustamente sottolineato la crescente importanza assunta dal problema della lentezza dei processi, in particolare nel settore della giustizia del lavoro: "Se si pensa alle tradizioni di questo settore della giurisdizione, ai valori in esso coinvolti, al particolare modello processuale da cui esso è servito, si rende manifesta l'esigenza di accertare le cause di questa crescente disfunzione e di porvi efficace rimedio. L'esigenza di una giustizia rapida è infatti resa ancora più urgente dalla crescente "precarizzazione" dei rapporti di lavoro, dovendosi evitare che alla maggior debolezza sociale che tale fenomeno comporta per il lavoratore si cumuli una ridotta efficacia della tutela giudiziaria dei suoi diritti. E' forse da tenere presente che le controversie di lavoro e previdenza rappresentano il 43% del contenzioso civile di primo grado ed il 46% del contenzioso civile d'appello ed è a questo dato che deve essere fatto riferimento per determinare il numero dei magistrati da assegnare alle sezioni lavoro."

Altro passo significativo della relazione è quello dedicato al processo telematico, di cui si è recentemente completato il quadro normativo con il decreto del Ministro della Giustizia emesso in data 14.10.2004, recante le regole tecnico-operative per il funzionamento e la gestione del sistema telematico civile.

In proposito nella relazione si legge che le ricadute di queste innovazioni in termini di efficienza dei servizi resi dall'amministrazione giudiziaria, ovvero anche in termini di risparmio di energie materiali e personali dovrebbero essere notevoli: "Il nuovo sistema - va ricordato - attiene alla formazione e alla trasmissione di documenti con modello informatico (ivi compresi atti quali la notificazione, l'iscrizione a ruolo, il processo verbale, la sentenza ecc.), in luogo della tradizionale redazione o produzione di documenti su "supporti cartacei", nonché alla consultazione del fascicolo di causa (quello informatico) dal proprio computer. La funzionalità del nuovo sistema dipende, come è ovvio, dalla concreta predisposizione degli strumenti tecnici necessari per la sua utilizzazione, sia da parte della classe forense sia da parte degli uffici giudiziari. A tale ultimo riguardo tuttavia si deve registrare che la informatizzazione degli uffici (quanto a diffusione e qualità degli strumenti in dotazione) non appare del tutto omogenea sul territorio nazionale e, in una certa misura, anche all'interno del singolo ufficio giudiziario. Su tale punto mi riservo di tornare oltre. In ogni caso, in attesa del completamento delle regole sul processo telematico, la sperimentazione effettuata presso sette tribunali (Bari, Bergamo, Bologna, Catania, Genova, Lamezia Terme e Padova) risulta aver dato esiti ampiamente positivi per i vari soggetti interessati (funzionari, avvocati e magistrati). Ove tali positive valutazioni troveranno conferma (anche sotto il profilo della affidabilità e sicurezza della trasmissione dei dati) nella ormai prossima esperienza a regime, dovremo incominciare a ragionare ad una qualche futura estensione di tale modello anche nel procedimento penale."


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