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LETTERA APERTA DEI MAGISTRATI AI CITTADINI - Il comunicato a pagamento fatto pubblicare dall'Associazione Nazionale Magistrati sui principali giornali.

Pubblichiamo il testo integrale del documento dell'ANM apparso sui principali giornali italiani il 26 gennaio 2002.

 

"I magistrati, cioè i giudici e i pubblici ministeri, sono obbligati a rispettare e a far rispettare la legge.
Lo dice la nostra Costituzione. Noi magistrati italiani abbiamo giurato di farlo e vogliamo poter continuare a farlo, perché crediamo in uno Stato in cui tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge. Se non c'è questa certezza, lo Stato è più debole.
Questa scelta ci costa spesso sacrifici pesanti. Alcuni di noi, per questo, sono morti.
La Costituzione dice che, affinché tutti i cittadini siano effettivamente uguali davanti alla legge, giudici e pubblici ministeri devono essere autonomi e indipendenti.
E dice che noi magistrati siamo obbligati a intervenire quando c'è un reato. Dice che è proibito influenzare un magistrato nel suo lavoro. E' proibito dirgli di lasciar perdere, di far finta di niente.
E' indispensabile che i magistrati siano autonomi e indipendenti: se no, chi è forte e ha potere potrebbe influenzarli a proprio vantaggio.
Per questo l'ordinamento italiano è un modello cui altri Paesi europei guardano con grande interesse.
Oggi la giustizia italiana ha gravi problemi. A volte possiamo sbagliare, ma i rimedi sono previsti dallo stesso sistema. Lavoriamo tra mille difficoltà perché mancano mezzi e strutture. Spesso è difficile persino fare una fotocopia. I processi vanno avanti lentamente perché certe procedure sono inutilmente complicate. Tutto questo fa sì che certe volte i cittadini attendano anni per avere giustizia, che i colpevoli riescano a non pagare per i reati commessi, che altri invece attendano troppo tempo prima di vedere riconosciuta la propria innocenza.
Riformare la giustizia vuol dire metterci in grado di lavorare meglio e più rapidamente, garantendo i diritti dei cittadini, senza limitare l'indipendenza e l'autonomia dei magistrati, che compiono il loro dovere con coscienza, equilibrio e sacrificio.
Purtroppo alcune riforme di cui si parla in questi ultimi tempi non servirebbero neppure a migliorare la funzionalità della giustizia.
Oggi noi magistrati siamo preoccupati. Abbiamo comprato questo spazio per dirlo a voi tutti. Crediamo che la giustizia non sia materia esclusiva dei magistrati e degli addetti ai lavori, ma un bene di tutti.
Chiediamo perciò che sia garantito un clima di rispetto per l'Istituzione giudiziaria e che le Istituzioni tutte si impegnino in un'opera di riforma serena e meditata, con l'unico obiettivo di una giustizia che funzioni bene nell'interesse di tutti i cittadini."


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