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GRAVE LA SITUAZIONE DELLA GIUSTIZIA CIVILE A NAPOLI E A SASSARI - Disfunzioni e ritardi.

Nell'ultimo lancio di Legge e Giustizia abbiamo commentato il positivo andamento della giustizia del lavoro a Torino. Ciò ha ovviamente portato alcuni lettori a fare paragoni con altre realtà.

L'Avv. Antonio Fasanella, da Napoli, ci comunica di condividere i nostri rilievi ed aggiunge:

"Almeno per ciò che riguarda la giustizia civile, che è il settore nel quale mi cimento tutti i giorni in un distretto difficile come quello di Napoli, una buona parte delle disfunzioni (che quantifico nell'ordine del 50 per cento dei ritardi drammatici della giustizia da sempre lamentati) traggono origine dalla scarsa capacità organizzativa di chi è chiamato a dirigere gli uffici, che si accompagna all'indolenza ed all'infingardaggine, da sempre tollerate e mai punite, di magistrati e di personale amministrativo (quantifico, secondo la mia esperienza, in non più del 30 per cento la percentuale di giudici, cancellieri ed ufficiali giudiziari che svolgono regolarmente e dignitosamente le loro mansioni).

E' evidente che rimpinguare gli organici e le risorse da destinare ad un'Amministrazione gravata di tali problemi non costituisce la soluzione. Per quanto si voglia oliare il meccanismo, sono gli ingranaggi a non aver interesse a girare. Le disfunzioni che derivano dalla scarsa qualità delle persone non possono trovare il loro rimedio con soldi a pioggia e nuovi computer. 

Volevo però sottoporLe una questione, che immagino non troverà affatto nuova.  

Negli uffici giudiziari che io frequento, lavorano gomito a gomito magistrati (per non parlare dei cancellieri, ma questa è altra storia..) che percepiscono il medesimo stipendio ma hanno un rendimento ed una competenza incomparabili tra loro.

Si badi, il diverso spessore dei magistrati si traduce in obiettivi rilevabili anche dal punto di vista statistico (es. durata media delle cause a ciascuno assegnate, lunghezza dei rinvii, giacenza media del ruolo, riforme dei provvedimenti emessi nei successivi gradi di giudizio, ecc.). Ma ciò non sembra avere alcuna rilevanza, quanto meno sotto l'aspetto retributivo. 

E' quanto accade, mi sembra, anche in relazione alle cariche più alte nei singoli Tribunali.  

Presumo che il dr. Mario Barbuto, Presidente del Tribunale di Torino, percepisca uno stipendio che - fatte salve le condizioni di anzianità diverse - possa senz'altro paragonarsi a quello del Presidente del Tribunale di Napoli, ovvero di quello di Roma. Nè, mi pare, il CSM valuti l'operato dei Presidenti di Tribunale a seconda del grado di efficienza (o di inefficienza) raggiunto negli Uffici diretti.  

Se così stanno le cose, come ci si potrà mai attendere che il Tribunale di Napoli, o il Tribunale di Roma, possano essere meglio organizzati rispetto a quanto accade ora ? Perchè mai i magistrati dovrebbero lavorare meglio, se il loro stipendio e la loro carriera, alla fine, sono uguali ?  

Abbiamo mai ascoltato qualche consigliere del CSM chiedere la nomina del Dr. Barbuto a Ministro della Giustizia ? Pazienza se non lo fa un politico, ma il CSM ? E l'Avvocatura ?

Da Sassari l'Avv. Giovanni Campus scrive: "A Sassari la situazione della Giustizia nel civile e nella sezione lavoro è drammatica abbiamo due magistrati che hanno un carico di circa 1800 cause, i rinvii stanno diventando annuali, per le sentenze i termini si stanno allungando e la definizione di una causa si ha in un arco di tempo di tre anni se non vi è molta attività istruttoria da espletare. Mancano i Giudici ed il personale."


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