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LA LESIONE DELLA REPUTAZIONE DA' DIRITTO AL RISARCIMENTO DEL DANNO NON PATRIMONIALE ANCHE QUANDO NON CONFIGURA IL REATO DI DIFFAMAZIONE - Poiché lede un diritto della persona costituzionalmente garantito (Cassazione Sezione Terza Civile n. 1685 del 27 gennaio 2010, Pres. Petti, Rel. Talevi).

Il danno non patrimoniale, alla stregua di un'interpretazione costituzionalmente orientata dall'art. 2059 cod. civ., costituisce una categoria ampia, comprensiva non solo del cosiddetto danno morale, ovverosia della sofferenza contingente e del turbamento d'animo transeunte, determinati da un fatto illecito integrante un reato, ma anche di ogni ipotesi in cui si verifichi un'ingiusta lesione di un valore inerente alla persona, costituzionalmente garantito, dalla quale consegua un pregiudizio non suscettibile di valutazione economica, senza soggezione al limite derivante dalla riserva di legge correlata all'art. 185 cod. pen.. Quindi, poiché l'onore e la reputazione costituiscono diritti della persona costituzionalmente garantiti, la loro lesione legittima sempre la persona offesa a domandare il ristoro del danno non patrimoniale, quand'anche il fatto illecito non integri gli estremi di alcun reato.


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