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Pubblicato in : Lavoro, In flash Stampa E-mail

PER IL COLLOCAMENTO IN MOBILITA' SUCCESSIVO AL RICORSO DALLA CIGS NON SONO PREVISTI REQUISITI NUMERICI - In base all'art. 4 della legge n. 223 del 1991 (Cassazione Sezione Lavoro n. 2734 dell'8 febbraio 2010, Pres. Roselli, Rel. Di Nubila).

In materia di licenziamenti per riduzione di personale l'art. 4, comma 1 della legge n. 223/1991 dispone: "L'impresa che sia stata ammessa al trattamento straordinario di integrazione salariale, qualora nel corso di attuazione del programma di cui all'articolo 1 ritenga di non essere in grado di garantire il reimpiego a tutti i lavoratori sospesi e di non poter ricorrere a misure alternative, ha facoltà di avviare le procedure di mobilità ai sensi del presente articolo."

L'art. 5 detta i criteri per scelta dei lavoratori da collocare in mobilità. L'art. 24, occupandosi di riduzione del personale, prevede: "Le disposizioni di cui all'articolo 4, commi da 2 a 12, e l'articolo 5, commi da 1 a 5, si applicano alle imprese che occupino più di quindici dipendenti e che, in conseguenza di una riduzione o trasformazione di attività o di lavoro, intendano effettuare almeno cinque licenziamenti, nell'arco di centoventi giorni, in ciascuna unità produttiva, o in più unità produttive nell'ambito del territori odi una stessa provincia. Tali disposizioni si applicano per tutti i licenziamenti che, nello stesso arco di tempo e nello stesso ambito, siano comunque riconducibili alla medesima riduzione o trasformazione."

Appare evidente che l'art. 24, il quale detta presupposti numerici, non richiama il comma 1 dell'art. 4, per cui l'impresa la quale abbia fatto ricorso alla Cigs e non sia in grado di riammettere al lavoro tutti i dipendenti sospesi, può procedere alla messa in mobilità del personale esuberante senza essere vincolata al requisito numerico (cinque licenziamenti in 120 giorni per ciascuna unità produttiva). Pertanto una procedura di Cigs seguita dalla mobilità ben può concludersi con la riassunzione di tutti i dipendenti sospesi tranne cinque, la ricollocazione di quattro e il licenziamento di un dipendente su cinque.


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