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GLI EREDI DI UNA PERSONA DECEDUTA PER ERRORE MEDICO HANNO DIRITTO ANCHE AL RISARCIMENTO DEL DANNO MORALE SUBITO DALLA VITTIMA - Per le sofferenze patite prima della morte (Cassazione Sezione Lavoro n. 3357 del 12 febbraio 2010, Pres. Petti, Rel.D'Amico).

I parenti di un paziente deceduto per errore medico possono richiedere, jure proprio, il risarcimento del danno ingiusto, patrimoniale e non patrimoniale, come danno conseguenza, valorizzando le prove indiziarie ed i fatti di comune esperienza in relazione ad un rapporto parentale costituzionale tutelato. La misura di tale danno non può essere irrisoria e simbolica e dovrà tener conto della gravità della perdita e della serietà del pregiudizio. Gli stessi parenti possono richiedere, come eredi, il risarcimento del danno subito dal defunto e relativo alla sofferenza psichica provata dalla vittima di lesioni fisiche alle quali sia seguita dopo breve tempo la morte. Tale danno deve essere qualificato, secondo le Sezioni Unite (sent. 26972 del 2008), come danno morale. Una tale sofferenza psichica, di massima intensità anche se di durata contenuta, non è infatti suscettibile, in ragione del limitato intervallo di tempo tra lesione e morte di degenerare in patologia e dare luogo al danno biologico. A ristoro di tale sofferenza il Giudice dovrà correttamente riconoscere e liquidare il danno tenendo conto della gravità dell'offesa e della serietà del pregiudizio.


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