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LA DECISIONE SULLA COMPETENZA DEVE ESSERE ADOTTATA IN BASE A QUANTO RISULTA DAGLI ATTI, SENZA L'ESPLETAMENTO DI PROVE ORALI - Ma possono essere assunte informazioni (Cassazione Sezione Lavoro n. 13782 del 23 giugno 2011, Pres. Foglia, Rel. Mancino).

La competenza va determinata sulla base dell'oggetto della domanda proposta dall'attore e dell'esposizione dei fatti posti a fondamento della stessa (a meno che non risulti evidente un'artificiosa allegazione diretta allo scopo di sottrarre la causa al giudice precostituito per legge), mentre rimangono irrilevanti le contestazioni al riguardo formulate dal convenuto e, specificamente, le sue contrarie prospettazioni dei fatti (v., ex multis, Cass. 8214/2009, Cass. 11415/2007, Cass. 16404/2005), ferma restando l'eventuale assunzione di sommarie informazioni ai sensi dell'art. 38 c.p.c. Dunque, la decisione ai fini della competenza deve essere adottata in base a quanto risulta dagli atti, senza assunzione di prove orali ma, eventualmente, sulla scorta dell'esperimento di sommarie informazioni, ove necessario ed ove il giudice ritenga di farvi ricorso. E da ciò consegue, altresì, che non è censurabile, in sede di regolamento necessario di competenza, la mancata ammissione di prove costituende, restando suscettibili di valutazione le prove precostituite, solo se presenti agli atti.


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