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LA CORTE DI CASSAZIONE, NELL'INTERPRETAZIONE DEL CONTRATTO COLLETTIVO, DEVE POTERNE ESAMINARE TUTTE LE CLAUSOLE - Per questo è necessario che esso sia prodotto nel testo integrale (Cassazione Sezione Lavoro n. 22122 del 25 ottobre 2011, Pres. Miani Canevari, Rel. Filabozzi).

In tema di ricorso per cassazione per violazione o falsa applicazione dei contratti collettivi, è improcedibile quel ricorso al quale non è stato allegato in veste integrale l'accordo collettivo di cui si controverte, atteso che l'art. 369, comma 2, n. 4 c.p.c. pone a carico del ricorrente un vero e proprio onere di produzione, che ha per oggetto il contratto collettivo nel suo testo integrale e non già solo nella parte in cui si è svolto il contraddittorio, o che viene invocata nell'impugnazione di legittimità, ciò perché la Cassazione, nell'esercizio della funzione nomofilattica, ben può cercare all'interno del contratto collettivo ciascuna clausola, anche non oggetto dell'esame delle parti o del Giudice di merito, che comunque ritenga utile all'interpretazione. L'onere di depositare i contratti e gli accordi collettivi, imposto a pena d'improcedibilità del ricorso per cassazione dall'art. 369, comma 2, n. 4 è soddisfatto solo con il deposito da parte del ricorrente dei contratti o accordi collettivi sui quali il ricorso si fonda, senza che possa essere considerata sufficiente la mera allegazione dell'intero fascicolo di parte del giudizio di merito in cui sia stato già effettuato il deposito di detti atti. L'onere di depositare il testo integrale dei contratti collettivi di diritto privato previsto dalla citata norma non è limitato al procedimento di accertamento pregiudiziale sull'efficacia, validità ed interpretazione dei contratti e accordi collettivi nazionali di cui all'art. 429 bis c.p.c., ma si estende al ricorso ordinario ex art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c., avuto riguardo alla necessità che la Suprema Corte sia messa in condizione di valutare la portata delle singole clausole contrattuali alla luce della complessiva pattuizione, e dovendosi ritenere pregiudicata la funzione nomofilattica della Suprema Corte ove l'interpretazione delle norme collettive dovesse essere limitata alle sole clausole contrattuali esaminate nei gradi di merito.


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