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Pubblicato in : Lavoro, In flash Stampa E-mail

IL PRINCIPIO DI IMMUTABILITA' DELLA CONTESTAZIONE IN CASO DI LICENZIAMENTO NON PRECLUDE MODIFICHE PRIVE DI VALORE IDENTIFICATIVO - Che non ostacolino la difesa del lavoratore (Cassazione Sezione Lavoro n. 14235 dell'8 agosto 2012, Pres. Miani Canevari, Rel. Tricomi).

L'immutabilità della contestazione preclude al datore di lavoro di far valere, a sostegno della legittimità del licenziamento stesso, circostanze nuove rispetto a quelle contestate, tali da implicare una diversa valutazione dell'infrazione anche diversamente tipizzata dal codice disciplinare apprestato dalla contrattazione collettiva, dovendosi garantire l'effettivo diritto di difesa che la normativa sul procedimento disciplinare di cui all'art. 7 della legge n. 300 del 1970 assicura al lavoratore incolpato. L'operatività del principio d'immutabilità della contestazione dell'addebito al lavoratore licenziato non preclude le modificazioni dei fatti contestati che non si configurino come elementi integrativi di una fattispecie di illecito disciplinare diversa e più grave di quella contestata ma che, riguardando circostanze prive di valore identificativo della stessa fattispecie, non precludano la difesa del lavoratore sulla base delle conoscenze acquisite e degli elementi a discolpa apprestati a seguito della contestazione dell'addebito.


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