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POSSIBILE OTTENERE IL RISARCIMENTO DEL DANNO PER PUBBLICAZIONE ARBITRARIA DI ATTI DI UN PROCEDIMENTO PENALE - Art. 684 c.p. (Cassazione Sezione Terza Civile n. 838 del 20 gennaio 2015, Pres. Petti, Rel. Sestini).

Va innanzitutto affermata la possibilità di fondare una pretesa risarcitoria sul reato di pubblicazione arbitraria di atti di un procedimento penale previsto all'art. 684 c.p. (che sanziona "chiunque pubblica, in tutto o in parte, anche per riassunto o a guisa di informazione, atti o documenti di un procedimento penale, di cui sia vietata per legge la pubblicazione"), a prescindere dal fatto che vi concorra o meno la diffamazione (cfr., al riguardo, Cass. Pen. n. 17051/2013 che chiaramente evidenzia 1'autonomia della tutela fondata sulla violazione delle norme concernenti il segreto su atti processuali rispetto a quella correlata alla diffamazione).

Va poi ribadito che quello previsto dall'art. 684 c.p. "costituisce, pacificamente, reato plurioffensivo ... in quanto diretto a tutelare nella fase istruttoria, la dignità e la reputazione di tutti coloro che, sotto differenti vesti, partecipano al processo" (Cass. n. 17602/2013), oltreché a garantire 1'"interesse dello Stato al retto funzionamento dell'attività giudiziaria" (Cass. Pen. n. 42269/2004; cfr. Cass. Pen. n. 17051/2013).

Deve inoltre rilevarsi che le disposizioni dell'art. 114 c.p.p. - che delimitano l'ambito del divieto di pubblicazione e che valgono ad integrare il precetto della norma penale (Cass. Pen. n. 10948/1995) - disegnano un sistema che stabilisce - al primo comma - il divieto assoluto di pubblicazione "anche parziale o per riassunto ... degli atti coperti dal segreto istruttorio o anche solo del loro contenuto" e che -ai commi secondo e terzo- estende il divieto di pubblicazione, "anche parziale", agli atti non più coperti dal segreto ma relativi ad un procedimento ancora in corso, pur facendo salva -al settimo comma- la possibilità della "pubblicazione del contenuto di atti non coperti dal segreto".


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