Home arrow Informazione e comunicazione arrow L'emittente televisiva che affida la conduzione di un progra...
Restringi Allarga Aumenta carattere Diminuisci carattere Caratteri normali
Pubblicato in : Informazione e comunicazione Stampa E-mail

L'EMITTENTE TELEVISIVA CHE AFFIDA LA CONDUZIONE DI UN PROGRAMMA A PERSONA BEN NOTA PER LA MANCANZA DI REMORE NEL LINGUAGGIO RISPONDE PER I DANNI RECATI A TERZI - Anche se il conduttore non è dipendente (Cassazione Sezione Terza Civile n. 20601 del 14 ottobre 2015, Pres. Salmè, Rel. Scrima).

In caso di lesione dell'onore e della reputazione altrui commessa col mezzo della televisione, incorre in responsabilità civile il gestore di una rete televisiva che abbia concorso nel produrre il danno ingiusto da diffamazione, responsabilità da ritenersi aggravata dalla natura espansiva del mezzo di diffusione. L'affidamento, da parte di un'emittente televisiva, della conduzione di una trasmissione di commento all'attualità politica e sociale a una persona ben nota per la mancanza di remore nella manifestazione del pensiero, al fine di capitalizzarne l'innegabile attrattiva in termini di audience, traducendosi nella messa in onda di una trasmissione-spettacolo, centrata sui dati caratteriali di un personaggio politico capace di "bucare lo schermo", pur se a rischio dell'onore e della reputazione altrui, comporta a carico dell'emittente la responsabilità di cui all'art. 2049 c.c. per i danni arrecati ai terzi, non richiedendosi, ai fini della configurabilità del rapporto di preposizione, un vincolo di dipendenza, ma essendo sufficiente anche una mera collaborazione od ausiliarità del preposto, nel quadro dell'organizzazione e delle finalità dell'impresa gestita dal preponente, e prescindendosi dalla colpa del preponente, in quanto la responsabilità è imputata a titolo oggettivo, avendo come suo presupposto la consapevole accettazione dei rischi.


Visite: 2831 | Preferiti (0)


 
< Precedente   Successivo >

Area utenti






Password dimenticata?

Ricerca