Home arrow LAVORO arrow In flash arrow L'interesse del lavoratore all'accertamento della illegittim...
Restringi Allarga Aumenta carattere Diminuisci carattere Caratteri normali
Pubblicato in : Lavoro, In flash Stampa E-mail

L'INTERESSE DEL LAVORATORE ALL'ACCERTAMENTO DELLA ILLEGITTIMITA' DELLA CESSIONE DEL RAMO D'AZIENDA SI CONFIGURA ANCHE NEL RISCHIO DI PEGGIORAMENTO DELLA DISCIPLINA COLLETTIVA - Art. 2112 c.c. (Cassazione Sezione Lavoro n. 16337 del 3 luglio 2017, Pres. Bronzini, Rel. Spena).

Nel rapporto obbligatorio mentre il mutamento della persona del creditore è, di regola, indifferente per la controparte, opposta disciplina vale per il mutamento della persona del debitore. L'art. 2112 c.c., che permette all'imprenditore il trasferimento dell'azienda, con successione del cessionario negli obblighi del cedente senza necessità di consenso del lavoratore per il trasferimento del rapporto di lavoro, costituisce eccezione a tale principio e non si applica se non sia identificabile, quale oggetto del trasferimento, un'azienda o un suo ramo. Il lavoratore ha dunque interesse ad accertare in giudizio la non ravvisabilità di un ramo di azienda in un complesso di beni oggetto di trasferimento e, quindi l'inapplicabilità nei suoi confronti dell'art. 2112 cod. civ. e l'operatività della regola generale di cui all'art. 1406 cod. civ., non essendo indifferente per il lavoratore, quale creditore del contratto a prestazioni corrispettive, il mutamento della persona del debitore, ossia del datore di lavoro, che può offrire garanzie più o meno ampie di tutela dei suoi diritti. L'apprezzamento circa l'affidabilità del cessionario rispetto a quella del cedente è oggetto di una delibazione personale e autonoma del contraente ceduto, non surrogabile da quella del giudice. Questo interesse non è escluso dalla solidarietà di cedente e cessionario stabilita dal capoverso dell'art. 2112, la quale ha per oggetto solo i crediti del lavoratore ceduto "esistenti" al momento del trasferimento e non quelli futuri. Per altro verso, l'interesse del lavoratore ad agire per l'accertamento della illegittimità della cessione del ramo d'azienda si configura anche in ragione del rischio di una modifica in pejus della disciplina collettiva applicabile al rapporto lavorativo nonché della possibilità di diversa garanzia, in fatto o in diritto, di conservazione del posto di lavoro presso il cessionario. Del resto l'interesse ad agire con un'azione di mero accertamento non implica necessariamente l'attuale verificarsi della lesione d'un diritto, essendo sufficiente uno stato di incertezza oggettiva sull'esistenza di un rapporto giuridico o sulla esatta portata dei diritti e degli obblighi da esso scaturenti, non superabile se non con l'intervento del giudice; già soltanto il rimuovere l'incertezza giuridica su chi debba considerarsi il vero datore di lavoro integra un interesse ad agire ex art. 100 c.p.c. in capo al dipendente, a prescindere da un immediato pregiudizio patrimoniale.


Visite: 1101 | Preferiti (0)


 
< Precedente   Successivo >

Area utenti






Password dimenticata?

Ricerca