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Pubblicato in : Lavoro, In flash Stampa E-mail

IL LAVORATORE ADDETTO A UNITÀ PRODUTTIVA SOPPRESSA PUÒ ESSERE LEGITTIMAMENTE LICENZIATO OVE RIFIUTI IL TRASFERIMENTO PROPOSTOGLI - Assolto l'obbligo di répéchage (Cassazione Sezione Lavoro n. 11676 del 18 maggio 2006, Pres. Mattone, Rel. D'Agostino).

Nel caso di chiusura di una unità produttiva locale, il lavoratore ad essa addetto che rifiuti il trasferimento propostogli dall'azienda può essere legittimamente licenziato. L'obbligo di répéchage nei confronti del lavoratore il cui posto sia stato soppresso è assolto dal datore di lavoro mediante la proposta di utilizzazione del medesimo in altra unità produttiva in mansioni equivalenti a quelle per le quali era stato assunto. La scelta dell'unità produttiva ove impiegarlo rientra nei poteri organizzativi dell'imprenditore e non è sindacabile dal lavoratore.


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